PRATO – Nuovo capitolo nella complessa e continua attività di contrasto all’approvvigionamento illegale di mezzi di comunicazione all’interno delle strutture carcerarie toscane. Nella serata di ieri, un drone è stato intercettato mentre sorvolava i cieli sopra la casa circondariale La Dogaia di Prato, spingendosi e avvicinandosi pericolosamente fino alla delicata sezione di alta sicurezza dell’istituto penitenziario.
Il tentativo di introdurre materiale proibito dietro le sbarre è stato però prontamente sventato. La visione immediata delle immagini del sistema di videosorveglianza interna e l’effettuazione di un tempestivo controllo di bonifica dell’area interessata, posta all’interno del muro di cinta del penitenziario, hanno consentito agli agenti di fare la scoperta. All’interno del locale passeggi è stato infatti rinvenuto un involucro sospetto che conteneva cinque telefoni cellulari di tipo smartphone, tutti muniti di schede Sim e perfettamente funzionanti, pronti per essere utilizzati.
La Procura ha immediatamente avviato gli accertamenti del caso per individuare sia i piloti del velivolo telecomandato sia i reali destinatari dei dispositivi. Le investigazioni, coordinate da quest’ufficio, si avvalgono del prezioso supporto degli appartenenti alla polizia penitenziaria del carcere La Dogaia di Prato, da tempo in prima linea nel monitorare e bloccare queste sofisticate modalità di introduzione di oggetti non consentiti dall’esterno.


