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Spray al peperoncino sul bus intossica passeggeri e conducente, Faisa Cisal indice lo sciopero

Il sindacato: "Le promesse lettera morta: gli autisti e il personale di bordo sono lasciati ogni giorno in balìa della microcriminalità"

PRATO – Il limite è stato superato. L’episodio di violenza avvenuto negli scorsi giorni a bordo di un autobus, dove un gruppo di giovani ha scatenato il panico utilizzando spray al peperoncino e intossicando passeggeri e conducente, ha fatto traboccare un vaso già colmo da tempo. La reazione del sindacato Faisa-Cisal è immediata e drastica: per la giornata di lunedì (20 luglio) è stato proclamato uno sciopero del personale di bordo, per gridare a gran voce che la sicurezza non può più attendere.

L’aggressione, che ha visto coinvolti anche il conducente e il personale di controllo intervenuti prontamente, ha costretto il mezzo pubblico a fermarsi, gettando nell’angoscia i passeggeri presenti che sono stati costretti a evacuare il bus in preda al panico. Dalle prime ricostruzioni si apprende che solo per un miracolo non ci sono state conseguenze sanitarie ancora più gravi per le persone coinvolte, ma l’episodio riaccende violentemente i riflettori su un fenomeno che non accenna a placarsi.

“L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie che rende il servizio di trasporto pubblico locale un ambiente insicuro e invivibile — attacca duramente la Faisa-Cisal in una nota ufficiale — Come sindacato ribadiamo con fermezza che la situazione è ormai insostenibile. Da due anni chiediamo a gran voce alle istituzioni l’adozione di un protocollo di sicurezza serio e condiviso. Abbiamo partecipato a tavoli di confronto, presentato istanze e avanzato proposte concrete, ma la risposta è stata il silenzio“.

Secondo la sigla sindacale, la macchina burocratica e politica si sarebbe completamente arenata, lasciando i lavoratori in prima linea senza adeguate difese. “Tutto è bloccato — prosegue il duro atto di accusa del comunicato —. Le promesse fatte sono rimaste lettera morta e, nel frattempo, gli autisti e il personale di bordo sono lasciati ogni giorno in balìa della microcriminalità, senza alcuna tutela reale. Non è accettabile che chi svolge un servizio pubblico essenziale debba temere per la propria incolumità fisica ad ogni turno. Le istituzioni si stanno rendendo complici di questo degrado per la loro colpevole inerzia“.

La mobilitazione di lunedì prossimo si preannuncia dunque come un punto di non ritorno nei rapporti tra le maestranze dei trasporti e i tavoli istituzionali, con il rischio concreto di pesanti disagi per l’utenza cittadina. “Anche per questi motivi la Faisa-Cisal proclama lo sciopero di lunedì 20 luglio — conclude la nota sindacale — Non stiamo scioperando solo per rivendicare tutele, ma per pretendere il rispetto del diritto alla sicurezza sul lavoro. Chiediamo risposte immediate, la firma del protocollo di sicurezza e misure concrete che proteggano i lavoratori e gli utenti. La pazienza del personale è finita: senza un impegno solenne e immediato delle istituzioni, non ci fermeremo“.

© Riproduzione riservata

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