PRATO — Una svolta vera sta arrivando nella lotta all’Alzheimer. Per la prima volta la medicina dispone di farmaci capaci non solo di trattare i sintomi della malattia, ma di rallentarne il decorso quando viene intercettata grazie alla diagnosi precoce. Un cambio di paradigma che fino a pochi anni fa sembrava lontanissimo.
Il dottor Pasquale Palumbo – Direttore dell’UO di Neurologia dell’Ospedale Santo Stefano di Prato e Presidente Nazionale della SNO (Scienze Neurologiche Ospedaliere) – è tra i protagonisti di questa svolta. Insieme al professor Sandro Sorbi e a un gruppo di 52 specialisti toscani, ha coordinato per l’Organismo Toscano per il Governo Clinico lo studio scientifico che la Regione Toscana ha posto alla base della delibera approvata in questi giorni.
“Quella che sta arrivando è una svolta vera – spiega Palumbo – le terapie del futuro, per essere davvero utili, hanno bisogno di una rete che sappia accoglierle: diagnosi precoci, esami specialistici come la PET amiloide e i biomarcatori, centri prescrittori e somministratori, un follow-up rigoroso per monitorare gli effetti collaterali, e soprattutto un’assistenza territoriale che non lasci sole le famiglie”.
In Toscana sono oltre 81.000 le persone con una forma di demenza sopra i 65 anni, più altre 1.500 nella fascia tra i 35 e i 64. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una vita quotidiana che cambia. La regione parte da una base solida: 38 centri per i disturbi cognitivi e le demenze distribuiti capillarmente sul territorio, costruiti in anni di lavoro silenzioso e competente. “Ringrazio la Regione Toscana per aver scelto di giocare d’anticipo – aggiunge il neurologo pratese – è così che funziona una sanità efficiente: non si rincorre l’emergenza, la si previene organizzandosi prima. Il nostro Santo Stefano e l’Azienda USL Toscana Centro sono pronti a fare la loro parte. Lo dico da medico che in quei reparti lavora ogni giorno da quasi 36 anni”. La sanità non si fa solo in corsia. Si fa anche nei Comuni, nelle Case della Salute, negli sportelli di ascolto di quartiere, nella capacità di un’amministrazione locale di stare accanto ai cittadini più fragili e a chi se ne prende cura. “La salute, fisica e mentale, è una delle priorità al centro del mio impegno per questa città – conclude Palumbo – mettersi in gioco, ascoltare, decidere insieme: è quello che ho cercato di fare in tutta la mia vita professionale, ed è quello che voglio continuare a fare al servizio di Prato”.


