PRATO – “Nei giorni scorsi ho incontrato comitati ed associazioni ambientalisti: hanno avanzato richieste che meritano di essere valutate, sotto molteplici aspetti”.
Lo ha fatto sapere Dania Melani, candidata al consiglio comunale, intervenendo sul tema dell’ambiente. Iniziando dalla “questione antenne”.
“Per far fronte al “far west” di stazioni radiobase e quindi anche a una sovraesposizione della popolazione alle radiazioni elettromagnetiche, dobbiamo rispondere in modo intelligente: il Comune di Prato deve redigere un nuovo regolamento comunale con criteri localizzativi come viene evidenziato anche dalla legge dello stato legge 36/2001 art. 8 comma 6 in cui si parla anche del principio di minimizzazione dell’esposizione.
Auspichiamo anche il coinvolgimento della ASL – ha detto – Inoltre per tutelare le categorie fragili, bambini anziani, malati di sensibilità chimica multipla ed elettrosensibili devono essere previste aree bianche, pur senza impedire completamente il funzionamento della rete), quindi senza un inquinamento elettromagnetico impattante. E’ importante che gli impianti non siano installati in mezzo alle abitazioni, accanto a scuole, parco giochi, presidi sanitari. Inoltre una recente sentenza del TAR obbliga i comuni a informare i cittadini prima dell’installazione, ma troppo spesso i residenti si sono trovati antenne accanto alle loro abitazioni dalla sera alla mattina. Auspichiamo un coinvolgimento dei cittadini attraverso veri processi partecipativi prima dell’installazione in un determinato territorio di una stazione radiobase
Melani, per quanto riguarda invece la tutela e la cura del verde, propone tra le altre cose una gestione del patrimonio arboreo da attuarsi anche mediante giardinieri comunali che ogni giorno monitorino lo stato di salute delle piante, potature eseguite nel rispetto della pianta da eseguire nel periodo che va da aprile a settembre nel rispetto delle nidificazioni, stop alle capitozzature. “In questi anni abbiamo visto politiche tutt’altro che “green” o efficaci. E’ il caso del progetto “Urban jungle” o della “Fabbrica dell’aria”, costati milioni di euro di fondi europei ed un cofinanziamento comunale di oltre 750mila – ha concluso Melani, attaccando le precedenti giunte PD – servirebbe infine l’istituzione di “Zone Calme” dal punto di vista acustico, ossia aree urbane in cui l’inquinamento acustico è particolarmente basso”


