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Tritto, Lista Casa Riformista – Orgoglio per Prato: “La sicurezza non appartiene alla destra. È un diritto di tutti. E si costruisce con lo Stato, non contro di esso.”

Polizia e Carabinieri devono continuare il presidio del territorio, con un ruolo educativo rafforzato: lezioni periodiche nelle scuole per costruire un rapporto di fiducia con le nuove generazioni.

PRATO – “La sicurezza è diventata il terreno di caccia elettorale della destra. Ma la sicurezza non è un tema di destra. È un diritto fondamentale di ogni cittadino, indipendentemente da come vota. E chi pensa di risolverla inasprendo le pene o alzando i toni sbaglia diagnosi e quindi sbaglia cura”.

Lo dice con la chiarezza di chi ha dedicato trent’anni della propria vita a combattere la criminalità organizzata Roccangelo Tritto, colonnello dei Carabinieri in congedo, già responsabile del Nucleo Analisi dei fenomeni mafiosi in Toscana presso il Centro Operativo DIA di Firenze, oggi candidato al consiglio comunale con la lista Casa Riformista – Orgoglio per Prato.
«Esiste una falsa narrazione che vuole la sicurezza come baluardo della destra — dichiara Tritto — è una narrazione sbagliata. Il problema sicurezza riguarda tutta la popolazione, trasversalmente. Riguarda i nostri figli che in tenera età girano con un coltello in tasca. Riguarda una fascia di popolazione straniera che delinque nella quasi certezza dell’impunità. Riguarda ogni donna che la sera non può salire su un mezzo di trasporto senza rischiare di essere importunata. E riguarda chi subisce un furto: non importa quanto vale l’oggetto rubato, ogni furto è una violazione della sfera più intima di una persona».
Il nodo è strutturale, non ideologico. «Gli organici delle forze dell’ordine a Prato sono ancorati a quando la città aveva un terzo degli abitanti che ha oggi — prosegue Tritto — senza politiche strutturali e risorse stabili, il problema resterà irrisolto. Non bastano annunci, non bastano task force estemporanee. Servono investimenti certi, pluriennali, condivisi tra tutti i livelli istituzionali».
Le proposte concrete di Tritto vanno in più direzioni simultaneamente: Polizia e Carabinieri devono continuare il presidio del territorio, con un ruolo educativo rafforzato: lezioni periodiche nelle scuole per costruire un rapporto di fiducia con le nuove generazioni.
La Guardia di Finanza ha un ruolo fondamentale nei controlli del tessuto economico sommerso: il distretto pratese non può permettersi che l’illegalità economica continui a prosperare nell’ombra.
I Vigili Urbani non devono occuparsi solo di traffico: devono specializzarsi nei controlli per la tutela del lavoro, applicando concretamente la Legge 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
All’ospedale deve essere istituito un presidio fisso delle forze dell’ordine: senza un agente in pronto soccorso, si perdono ore preziose nell’attesa del referto medico necessario per orientare una denuncia d’ufficio o a querela di parte.
«La rete tra istituzioni e cittadini è fondamentale — conclude Tritto — i comitati di vicinato fanno un lavoro prezioso. Ma senza organico adeguato, chi interviene rischia di passare dalla parte del torto e di mettere in pericolo la propria vita. Prima di tutto serve uno Stato presente. Io ho servito quello Stato per trent’anni. Ora voglio che Prato ottenga da quello Stato ciò che merita.»

© Riproduzione riservata

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