PRATO – “Ho presentato al governo la proposta per avere un protocollo nazionale del segnale per la richiesta d’aiuto Signal for help. Si tratta di un gesto convenzionale riconosciuto a livello internazionale, che la vittima di violenza di genere può effettuare in pubblico per chiedere aiuto senza rischiare di attirare l’attenzione del proprio aggressore”. Lo ha dichiarato Patrizia Ovattoni, candidata al consiglio comunale per Fratelli d’Italia e responsabile provinciale del dipartimento tutela delle vittime, indicando il contrasto alla violenza di genere tra le questioni prioritarie.
“Da consigliera comunale, durante la legislatura 2019 – 2024, ho presentato una mozione sul numero telefonico anti-violenza 1522, che fu approvata all’unanimità – ha ricordato Ovattoni – sotto questo profilo, penso sia importante promuovere campagne di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e sul fenomeno della violenza in famiglia, nonché a dare visibilità a tutte le iniziative attuate sul territorio cittadino, e nei luoghi pubblici di socializzazione come farmacie, para-farmacie e supermercati, affinché sia maggiormente diffusa la conoscenza del 1522, collegato ai centri anti-violenza. La violenza di genere non deve avere colore politico: deve essere contrastata iniziando dall’emersione delle domande di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime e dei loro figli con l’assoluta garanzia dell’anonimato. Un tema che può e deve essere affrontato anche a scuola, tramite iniziative da organizzare nei vari istituti scolastici del territorio coinvolgendo gli studenti. Per quel che riguarda il Signal for help invece, è una richiesta di aiuto pensata per essere comunicata dalle vittime di abusi a terzi anche in presenza dell’abuser stesso, passando accanto ad una terza persona o in macchina”.


