PRATO – “A Narnali e Viaccia, – commenta Stanasel – negli ultimi mesi, residenti e attività economiche stanno vivendo situazioni di forte difficoltà legate a cantieri che si protraggono nel tempo, con disagi evidenti per commercianti, esercenti e cittadini.
In queste e in molte altre aree della città, i lavori sono andati ben oltre le tempistiche inizialmente previste negli ultimi anni, con conseguenze disastrose: minore accessibilità, calo della clientela e perdita di fatturato.
Una situazione che non può essere ignorata.
Per questo, la proposta è chiara: istituire un Fondo Comunale di Ristori per le attività penalizzate dai cantieri pubblici.
Una misura mirata, – precisa Stanasel – non generalizzata, che si attiva solo in presenza di condizioni precise: ritardi significativi nei lavori e impatti concreti sull’attività economica.
L’obiettivo è semplice: ristabilire un principio di equità. Se un’attività subisce un danno diretto a causa di lavori pubblici che si protraggono oltre i tempi previsti, è giusto che venga sostenuta.
Il fondo prevederebbe forme di ristoro economico o agevolazioni sui tributi locali, calibrate sulla durata dei lavori e sull’impatto effettivo.
Non si tratta di nuova spesa fuori controllo, – conclude Stanasel – ma di una gestione più equa delle risorse già disponibili, anche attraverso l’utilizzo di penali per ritardi, economie di gara e fondi destinati allo sviluppo economico”.
Il fondo verrebbe attivato con criteri chiari e sostenibili, entro limiti definiti di bilancio e utilizzando risorse già individuate, senza creare squilibri nei conti comunali.
Il territorio pratese presenta un mercato potenziale significativo anche sotto il profilo economico e commerciale, e creare le condizioni giuste significa sostenere chi oggi è in difficoltà e allo stesso tempo rafforzare il tessuto produttivo locale.
Non possiamo chiedere a commercianti e imprenditori di sopportare da soli il peso di ritardi e disorganizzazione. Serve una risposta concreta, seria e strutturata.
Questa proposta si inserisce in una visione più ampia: una città che realizza opere pubbliche, ma che allo stesso tempo tutela chi ne subisce le conseguenze.
Perché lo sviluppo non può avvenire a discapito di chi ogni giorno tiene vive le nostre strade e i nostri quartieri.”


